Il Ghibellino

Chi era Castruccio Castracani?

Un grande condottiero Lucchese protagonista, oltre 7 secoli fa, di epiche vittorie contro l’esercito dei Guelfi fiorentini.

Scontri cruenti che si svolsero tra Altopascio e Pistoia senza risparmiare la nostra Valdinievole.

E proprio in Valdinievole era presente un paese che poteva vantare una posizione estremamente strategica: Massa.

Si narra che il comandante era solito passeggiare tra le colline intorno al paese medioevale meditando sulle migliori strategie da applicare nei futuri combattimenti.

Le battaglie avevano inizialmente un esito scontato, l’esercito Fiorentino si presentava infatti sempre con forze decisamente maggiori ma grazie alla determinazione, il coraggio la lucidità e la tattica messa in pratica dal comandante la vittoria da parte dei Ghibellini veniva raggiunta ogni volta.

Castruccio quindi era un Ghibellino, anzi, il Ghibellino, e la mitica omonima gara podistica la si può affrontare solo con lo stesso ardimento e valore che il famoso condottiero manifestava nel campo di battaglia.

Si perché il Ghibellino non è una normale corsa podistica, lo possiamo definire un viaggio interiore dove l’atleta affronta se stesso tra 20 km di ripide salite, percorsi disconnessi e pericolose discese.

Ma tutto questo avviene ritrovandosi immersi in una sorta di fiaba medievale, paesi millenari da attraversare, panorami mozzafiato, boschi incantati, ponti romanici ma soprattutto avvolti da una organizzazione che fa della passione per questo sport l’elemento portante.

La partenza avviene nel centro della piccola località di Vangile, la direzione è Sud e dopo poco si raggiunge il centro abitato di Margine Coperta.

Da qui ci si dirige sull’antica strada “Vacchereccia” che comincia a regalare piacevolissimi scorci delle colline Massesi.

Dopo un tratto di salita poco intensa si scende in località “Gamberaio” percorrendo la strada principale che attraversa un tratto pianeggiande che altro non è che il preludio a qualcosa di decisamente più difficoltoso.

Inizia la fatidica salita del Colle di Buggiano, per i podisti esperti questa, nonostante possa apparire una sfida agevole, è una delle prove più dure del percorso.

Arrivati a Colle di Buggiano inizia il tratto paesaggistico più bello, la direzione è Massa e la media intensità di questo tratto sembra voler ripagare gli sforzi fatti precedentemente.

Ma il bello deve ancora venire, ecco che si intravede l’antico paese Medievale, si entra passando dalla storica porta e si attraversa tutto il borgo fino ad arrivare al punto più alto. Da qui la vista è mozzafiato, si domina tutta la Valdinievole e ci si presta ad addentrarci nel bosco.

A questo punto dobbiamo dimenticarci dell’asfalto, almeno per un po, ci inseriamo in un insieme di ulivi, querce e castagni, il sentiero è l’antichissima via che collegava Massa a Cozzile.

E la prossima tappa è proprio Cozzile, l’arrivo al paese è contrassegnato da una scalinata decisamente impegnativa che permette l’entrata nel borgo.

Si potrebbe dire che il più è fatto ma la corsa è ancora lunga. Usciti da Cozzile un piccolo tratto di strada asfaltata ci reinserisce nuovamente nel bosco.

Questo nuovo sentiero ci porta al bellissimo Santuario di Croci che ci indica che la strada da seguire è quella in direzione dell’ormai scomparso antichissimo borgo di Verruca (conquistato dai massesi nel 1200).

Ma a Verruca non ci arriveremo mai, un bivio infatti ci porterà a ciò che questa corsa ha più di bello da offrire: Il ponte di Barano.

Un ponte di costruzione romanica che permette di attraversare un fiabesco torrente immerso nel verde.

Si sale ancora, ma per poco, e ci ritroviamo sulla strada provinciale che proviene da Marliana (località la Baita), di nuovo asfalto, la direzione è sud e manca poco alla temuta discesa del Casorino.

Temuta perché alcuni tratti prevedono tornanti con pendenze davvero impegnative ma siamo quasi arrivati.

Pochi chilometri a siamo nuovamente in località Vangile, facciamo un ultimo sforzo per arrivare all’imbocco della strada che ci porterà al tanto ambito traguardo.

E solo dopo potremmo dire di aver affrontato il mitico Ghibellino